Naqui a Londra in una famiglia borghese ma fortunata.
I miei genitori si chiamavano Daphne e Matthew Crawley e vivevo in una casa nei pressi dell'Almack's discretamente elegante e senza gli eccessi di boriose ricchezze.
A mio padre non piaceva ostentare il patrimonio economico, lo considerava frivolo e non lo sopportava.
Il rapporto fra i miei genitori è sempre stato incomprensibile ai miei occhi: mio padre era una personalità squadrata e intollerante, inflessibile, forte ed affettivamente molto freddo; mia madre era una donna squisitamente dolce ed emotivamente fragile, straordinariamente affettuosa e comunicativa, era capace di parlare silenziosamente con uno sguardo raggiungendo direttamente il cuore dell'interlocutore.
Sembrava che mio padre potesse essere in grado di stritolare la sua fragilità eppure, inspiegabilmente, è sempre sopravvissuta nonostante le crudezze che la vita le ha riservato ingiustamente.
C'era una cosa che mi ha sempre incuriosito fra loro ed era quando si guardavano, sembrava che quell'apparenza fredda fra loro si sgretolasse in sguardi fugaci, caldi e pregni di un muto significato.
Comunicavano così fra loro, effimeri sguardi e profondi silenzi, non c'erano gesti affettuosi ma quello sguardo descriveva un legame che superava qualsiasi comprensione, a dimostrazione che due persone profondamente diverse possono amarsi e convivere sotto lo stesso tetto.
Mi domando quale sia stato il prezzo da pagare.
Sono la secondogenita di famiglia.
La prima, Mary, è una ragazza dal carattere forte e freddo come mio padre, io invece sono a metà strada fra mio padre e mia madre, capace di porre un ponte comunicativo nella famiglia con difficoltà caratteriali e dispiaceri emotivi che non sono mancate.
Mi ha forgiato per ciò che avrei vissuto a mia insaputa con grandi gioie in egual misura a grandi tristezze.
Non siamo mai andate d'accordo fin da piccole anche se eravamo molto unite, non esisteva che il nostro affetto potesse venire mostrato apertamente. Mary era orgogliosa e si vergognava di mostrare la sua dolcezza alle persone, al contrario di me, ero sempre ben disposta a regalare una caramella ad un povero bambino in lacrime per un ginocchio sbucciato.
I rapporti in famiglia erano sempre piuttosto freddi eccetto fra me e mia madre, nonostante questo non c'era gelosia fra noi.
Mary era la preferita di papà ed io della mamma e dato la poca simpatia reciproca, il clima era disteso e di civile convivenza.
I miei genitori si chiamavano Daphne e Matthew Crawley e vivevo in una casa nei pressi dell'Almack's discretamente elegante e senza gli eccessi di boriose ricchezze.
A mio padre non piaceva ostentare il patrimonio economico, lo considerava frivolo e non lo sopportava.
Il rapporto fra i miei genitori è sempre stato incomprensibile ai miei occhi: mio padre era una personalità squadrata e intollerante, inflessibile, forte ed affettivamente molto freddo; mia madre era una donna squisitamente dolce ed emotivamente fragile, straordinariamente affettuosa e comunicativa, era capace di parlare silenziosamente con uno sguardo raggiungendo direttamente il cuore dell'interlocutore.
Sembrava che mio padre potesse essere in grado di stritolare la sua fragilità eppure, inspiegabilmente, è sempre sopravvissuta nonostante le crudezze che la vita le ha riservato ingiustamente.
C'era una cosa che mi ha sempre incuriosito fra loro ed era quando si guardavano, sembrava che quell'apparenza fredda fra loro si sgretolasse in sguardi fugaci, caldi e pregni di un muto significato.
Comunicavano così fra loro, effimeri sguardi e profondi silenzi, non c'erano gesti affettuosi ma quello sguardo descriveva un legame che superava qualsiasi comprensione, a dimostrazione che due persone profondamente diverse possono amarsi e convivere sotto lo stesso tetto.
Mi domando quale sia stato il prezzo da pagare.
Sono la secondogenita di famiglia.
La prima, Mary, è una ragazza dal carattere forte e freddo come mio padre, io invece sono a metà strada fra mio padre e mia madre, capace di porre un ponte comunicativo nella famiglia con difficoltà caratteriali e dispiaceri emotivi che non sono mancate.
Mi ha forgiato per ciò che avrei vissuto a mia insaputa con grandi gioie in egual misura a grandi tristezze.
Non siamo mai andate d'accordo fin da piccole anche se eravamo molto unite, non esisteva che il nostro affetto potesse venire mostrato apertamente. Mary era orgogliosa e si vergognava di mostrare la sua dolcezza alle persone, al contrario di me, ero sempre ben disposta a regalare una caramella ad un povero bambino in lacrime per un ginocchio sbucciato.
I rapporti in famiglia erano sempre piuttosto freddi eccetto fra me e mia madre, nonostante questo non c'era gelosia fra noi.
Mary era la preferita di papà ed io della mamma e dato la poca simpatia reciproca, il clima era disteso e di civile convivenza.
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